IL MIO PRIMO GIORNO DI SCUOLA: DISTACCO SERENO O ANSIA DA SEPARAZIONE?

IL MIO PRIMO GIORNO DI SCUOLA: DISTACCO SERENO O ANSIA DA SEPARAZIONE?

Il primo giorno di scuola è per molti versi significativo tanto per i genitori quanto per il bambino. Insieme, bambino e  genitore, si trovano a gestire il rapporto tra vicinanza e separazione tra loro in un ambiente nuovo per entrambi, mentre il bambino sperimenta, individualmente e spesso per la prima volta, importanti relazioni sociali extrafamiliari e il rapporto con i coetanei.

In un esperienza così nuova e totalizzante innumerevoli sono le domande che affollano i pensieri di genitori e bambini e trovano una risposta consona solo se ci si predispone serenamente alla scoperta di un ambiente “amichevole” e non “da combattere”.

I genitori naturalmente si chiederanno:

  • sarò in grado di separarmi serenamente da mio figlio?
  •  la maestra sarà in grado di consolarlo se sarà triste?
  •  si troverà bene con i compagni?
  •  sentirà la mia mancanza?
  • andrà bene a scuola?
  • è normale che io mi faccia tutte queste domande?

 

D’altra parte anche i bambini avranno i loro interrogativi:

  • che cos’è questo posto nuovo?
  • se mi faccio male o ho paura a chi mi devo rivolgere? E se piango chi mi consola?
  • mamma e papà non vogliono stare più con me?
  • se questi nuovi amichetti non vogliono giocare con me?

 

La risposta è che la scuola è l’ambiente privilegiato in cui il bambino sperimenta la separazione dai

genitori ed entra in relazione con nuove persone di riferimento; è per natura predisposto all’interazione

sociale, sia attraverso la parola che il gioco, e grazie ad esso sviluppa la comprensione della reciprocità e

dell’azione intenzionale. Con gli adulti, se stimolato, sviluppa e migliora le proprie capacità mentre con i compagni impara a cooperare, a costruire la propria identità e a scoprire la differenza tra sé e l’altro.

 

È vitale che il bambino percepisca i genitori sereni nella separazione da lui e nell’interazione con le altre figure di riferimento al fine di poter contare su una continuità educativa ed affettiva; questo è il difficile ruolo del genitore che implica il superamento o il non superamento di questo importante compito evolutivo.

Il bambino, da parte sua, ha il fondamentale bisogno di esprimere le emozioni sia positive che negative le quali gli permettono di comunicare l’effetto che gli fanno le cose: se il genitore saprà accoglierle riuscirà ad aiutarlo a gestirle, al contrario ciò che si verifica è l’esasperazione dell’emozione con conseguenti comportamenti finalizzati ad attirare l’attenzione su di sé per cui i bisogni affettivi vengono espressi attraverso il capriccio.

Vi sono due principali modalità relazionali che i genitori mettono in atto nella separazione:

  • il genitore è in forte ansia di fronte alla separazione dal figlio o si aspetta che lui la gestisca da “grande”;
  • il genitore promuove la separazione dando fiducia e assicurando al figlio una base sicura a cui poter tornare.

E’ nella seconda ipotesi che si incontrano due importanti elementi educativi: stile normativo dove laregola imprescindibile di dover andare a scuola non può venir meno unita allo stile affettivo che assicura un adeguato contenimento emotivo e la comprensione degli stati d’animo del bambino. Un lavoro in tandem mirato ad aiutare il bambino nelle sue tappe evolutive rispondendo ai suoi bisogni di crescita e di sviluppo.

                          

 

Dott.ssa Vignola Erika

Psicoterapeuta-Psicologa evolutiva e familiare

Via Domenico Cirillo – Cisternino

Via delle  Mura - Crispiano

           

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