Noi ci siamo, la droga no

Noi ci siamo, la droga no
Dopo la perdita di un nostro concittadino a causa della droga, nella comunità di Casalini, abbiamo voluto rispondere al dolore e alla rabbia con un lavoro di grande sinergia. Ci siamo chiesti cosa possiamo fare per la nostra comunità, come possiamo contrastare questo fenomeno? Abbiamo risposto "Noi ci siamo",questo il nome del progetto nato in collaborazione con la Caritas Diocesana. Abbiamo voluto conoscere meglio i nostri ragazzi, indagando non cosa c'è di "sbagliato"nelle loro vite ma di cosa é fatto il loro tempo libero. È nato un importante lavoro di ricerca,reso possibile dalla collaborazione del Dirigente dall'Istituto Comprensivo di Cisternino, grazie al quale abbiamo somministrato un questionario ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ai giovanissimi viene correttamente insegnato che la droga fa male. I ragazzi poi, crescendo, vedono amici che si divertono usando droghe e risultano più estroversi, più allegri. In quel momento il dubbio si insinua nei loro pensieri e i ragazzi da parte loro cercano di capire: credere alle spiegazioni dei propri amici oppure alle raccomandazioni di educatori e genitori? È in questi interrogativi che si inserisce la scelta lungo questo percorso della promozione di uno spettacolo teatrale illuminante, chiaro,diretto: “STUPEFATTO - Avevo 14 anni, la droga molti più di me- Il teatro, come comunicazione, riesce a farsi largo laddove le parole stentano: il racconto dell’attore in palcoscenico diventa perfetto, perché studiato, provato, ma soprattutto perché veicolo di emozioni. In un momento in cui l’informazione si fa spesso spettacolo, il teatro non può essere semplice svago, ma torna alla sua funzione primaria, quella d’informare e creare consapevolezza soprattutto quando vi è la necessità e l’urgenza di scandagliare un tema di interesse collettivo, per contribuire a creare consapevolezza. Attraverso le parole di Fabrizio De Giovanni il pubblico entra vivamente e con partecipazione nella storia di Enrico, il protagonista, ne vive le sue scelte e il prezzo che comportano, e intravede infine una possibilità immediata. Un'autobiografia raccontata sul palcoscenico, passando per le prime sperimentazioni con le droghe leggere fino alla tossicodipendenza, ai tentativi di disintossicazione e finalmente alla riuscita di quest'ultima. L'obiettivo, pienamente riuscito, è stato quello di offrire alla nostra comunità un'occasione di riflessione e condivisione attorno a una tematica tra le più difficili da affrontare. Il progetto "Noi ci siamo" é ancora in itinere è ha lo scopo primario di trasformare i risultati della ricerca in nuove e molteplici occasioni di riflessione e condivisione nonché l'apertura di un centro d'ascolto....perché Enrico con la sua storia ce l'ha insegnato a gran voce, l'ascolto è uno degli ingredienti principali per la guarigione dell'animo umano. Condividi su