Vivere ai tempi del Coronavirus

Vivere ai tempi del Coronavirus

Si può vivere bene ai tempi del COVID19?

Di certo non c'è nulla semplice, non lo è per niente: ci viene chiesto un grande sacrificio, ci viene chiesto di mettere distanza tra noi e gli altri, tra noi e i nostri desideri, tra noi e le nostre abitudini. Se solo in questi giorni trovassimo la giusta distanza anche dalla paura potremmo utilizzarla come la migliore delle bussole affinché possa guidarci  verso un sano istinto di sopravvivenza.  

Se troveremo quella giusta distanza saremo tutti più capaci di empatizzare senza abbracciare, di stare nelle regole e rimanere dove non vorremmo essere, di informare e informarci senza drammatizzare, insomma di continuare a vivere senza soccombere, e prima o poi, necessariamente, tutto andrà meglio.

Eppure da questo punto in poi siamo tutti chiamati a fare i conti con quello che questa emergenza comporta. Dal punto di vista fisico? Certo...ma anche da quello mentale.

Per qualcuno il vero virus è quello del panico e sicuramente l'ansia non ci aiuta nella gestione di questa crisi.

 La paura è un’emozione potente e utile. E’ stata selezionata dall’evoluzione della specie umana per permettere di prevenire i pericoli ed è quindi funzionale a evitarli. La paura funziona bene se è proporzionata ai pericoli. Succede così che la paura diventi eccessiva rispetto ai rischi oggettivi derivanti dalla frequenza dei pericoli. In questi casi la paura si trasforma in panico e finisce per danneggiarci.

In questo senso, è cruciale riuscire a ritagliarsi momenti durante i quali non pensare all'emergenza: questo non solo ci consente di mantenerci il più vicino possibile alla quotidianità, ma anche di rivivere quelle emozioni positive che per forza di cose sembra abbiamo dimenticato. Le nostre emozioni positive (es. gioia,interesse, curiosità) sono in grado di ampliare il nostro repertorio di pensieri ed azioni. Essere positivi ed entusiasti ci consente di non entrare nel tunnel della paura, contrastando gli effetti negativi dell'ansia e promuovendo un approccio più attivo e intraprendente.

E' bene avere chiaro che lo stress è una reazione di adattamento che dipende molto dal modo in cui vediamo gli eventi e le situazioni che affrontiamo. Ciò che può essere utile in questo momento è  la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi negativi e può essere potenziata da ciascuno di noi. Significa quindi adottare un atteggiamento costruttivo, riuscire ad organizzarsi, restando aperti alle opportunità che la vita può offrire in ogni situazione, anche negativa, senza dimenticare la propria identità. Ciò che ognuno di noi dovrebbe chiedersi per attivare strategie di pensiero positivo è “Come posso continuare a essere ciò che ero?”, “Quali strumenti ho effettivamente a disposizione per poterlo fare?”

Abbiamo la preziosa occasione, oltre a provare semplicemente a rilassarci, di un tempo ritrovato che può essere un buon momento per riorganizzare il nostro quotidiano. Ogni aspetto della giornata non dovrebbe perdere di valore, dando ai piccoli gesti e alle abitudini spazi definiti e tempi differenti.

Molto tempo, date le indicazioni che abbiamo ricevuto viene dedicato all’igiene: sanificare gli ambienti frequentemente, lavare correttamente le mani etc

Ebbene, un altro aspetto significativo è dedicare un momento della giornata alla nostra igiene mentale.  La percezione della realtà infatti può cambiare molto nel momento in cui proviamo emozioni negative: ad esempio, quando siamo agitati, la nostra percezione del rischio può cambiare in maniera significativa.Un modo per liberarsi dal carico di emozioni che comprensibilmente si agitano dentro di noi in questi giorni è quello innanzitutto di riconoscerle per quello che sono (ad esempio: “mi sento spaventato” oppure “mi sento triste”) e poi provare a lasciarle andare, senza tentare di risolverle ad ogni costo, controllarle o nasconderle.

Inoltre può essere utile “imporsi” una dieta digitale: essere bombardati di informazioni dalla mattina alla sera perchè guardiamo compulsivamente il cellulare, più che rassicurarci rischia di aumentare il carico cognitivo, la sensazione di essere costantemente sotto-pressione e il livello di allerta: meglio invece limitarsi a consultare le fonti ufficiali, evitare il passaparola e aggiornarsi una/due volte al giorno sull'evolversi della situazione.

In questo periodo di forte criticità a livello sociale, nella propria solitudine o in una convivenza forzata, non è affatto scontato che a livello personale possano emergere disagi di diversa natura; chiedere aiuto più che mai in questo momento non rappresenta un segno di debolezza ma un gesto di grande rispetto verso sé stessi.Su tutti i territori i servizi sanitari, le associazioni di volontariato e molti sportelli di ascolto continuano a essere presenti rispondendo al telefono e in modalità smart working.                                                                    Allo stesso modo attraverso questo sito è possibile richiedere una consulenza on – line che potrà essere svolta sia telefonicamente oppure tramite videochiamata, in base alle esigenze dell’utenza.

Da parte mia, l’augurio che ognuno di voi possa in questo momento di grande difficoltà dare accesso a tutte le proprie risorse personali e possa scoprire di averne a disposizione più di quanto avrebbe immaginato.

 

Dott.ssa Vignola Erika

Via Domenico Cirillo – Cisternino

Corso Vittorio Emanuele II – Ostuni

328 47 59 262

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